La natura
Il monte Autore (1858), il monte Tarino e Comunacque punto di incontro tra l’Aniene e il Simbrivio sono i vertici di un immaginario triangolo che delimita il territorio di Vallepietra.
Vallepietra è nel cuore del Parco Regionale dei Monti Simbruini; il maggiore dei Parchi del Lazio costituito da sette comuni: oltre a Vallepietra, Camerata Nuova, Cervara di Roma, Filettino, Jenne e Trevi nel Lazio.
L’elemento che maggiormente caratterizza il territorio è la copiosa presenza d’acqua.

L’acqua infatti è la grande protagonista del territorio di Vallepietra. Non a caso il nome Simbrivio ha origine dal latino “sub imbribus” sotto le piogge. Queste favoriscono la ricca vegetazione forestale. Attraverso doline e inghiottitoi, l’acqua piovana percorre vie sotterranee non conosciute e ramificate sino a riemergere limpida e pura. Dal Monte Autore sgorgano le acque del gelido Simbrivio, come lo definisce lo scrittore latino Silio Italico. Il fiume scorre lungo tutta la valle, raccoglie innumerevoli altri corsi fino al confluire, in località Comunacque, nell’Aniene, che nasce a Filettino e percorre tutta la valle parallela a quella del Simbrivio.
Non sappiamo quante sorgenti ci sono a Vallepietra, ma possiamo ben dire che non c’è luogo o valle dove non siano presenti polle d’acqua.
Con l’acqua, altro protagonista del territorio di Vallepietra è il verde.
Tra i secolari boschi di faggio, impreziositi, nei mesi autunnali, dai colori caldi dell’acero, si aprono d’improvviso radure di un verde intenso.
Le grandi faggete del vallone del monte Autore e della Tagliata sono interrotte dall’immenso Campo della Pietra, ma riprendono subito dopo, verso il campo del Ceraso e verso le vedute di Faito dove i faggi a causa della particolarità del terreno, hanno fusti incredibilmente contorti. Accanto a colossi ultracentenari di faggio e d’acero vivono primule, genziane ribes alpino e agrifoglio che testimoniano la ricchezza della vegetazione dei Simbruini.
Ricca ed importante anche la fauna. È presente il lupo ed è stato visto anche l’orso marsicano che sopravvive, anche se in pochi esemplari, nel vicino parco Nazionale d’Abruzzo. Il falco pellegrino nidifica nella maestosa e inaccessibile parete della Tagliata e l’aquila reale tra le rocce dell’impervia e grande distesa di monte Faito.






